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La falloplastica è la procedura di chirurgia plastica per la costruzione, la ricostruzione o l’ingrandimento del pene.

Operazione alquanto complessa, la falloplastica può trovare impiego in presenza di difetti congeniti del pene come ad esempio il micropene, epispadia o ipospadia o alterazioni anatomiche del pene, successive a eventi traumatici o all’asportazione di un tumore; la falloplastica, inoltre, è uno degli interventi chirurgici proposti alle donne che vogliono cambiare sesso.

La falloplastica moderna prevede il prelievo di un lembo di pelle da un’area del corpo solitamente nascosta alla vista e il re-impiego di tale lembo cutaneo nelle costruzione, nella ricostruzione o nell’allungamento del pene, e nel prolungamento o rimodellamento dell’uretra.

Sebbene sia più sicura di un tempo e garantisca risultati migliori rispetto a qualche decennio fa, la falloplastica è ancora oggi un intervento caratterizzato da un rischio non trascurabile di insuccesso e complicanze.

A cosa serve la falloplastica?

La falloplastica è un’operazione chirurgica che mira alla realizzazione di un pene esteticamente ben formato, delle giuste dimensioni, funzionale al passaggio dell’urina e, infine, dotato di sensibilità tattile e della capacità di erezione.

Quando serve?

La falloplastica è indicata per:

  • Uomini con difetti congeniti al pene, come per esempio micropene, ipospadia o epispadia.
    • Micropene: è il termine medico che indica la presenza di un pene dalla dimensioni nettamente inferiori agli standard di normalità. In un uomo adulti, per poter parlare di micropene, il pene in erezione deve risultare più corto di 7 cm; in un neonato, invece, deve essere più corto di 1,5 centimetri;
    • Ipospadia: è il termine medico che definisce la presenza di un’uretra non perfettamente sviluppata e il cui meato urinario (cioè l’apertura per la fuoriuscita dell’urina) non risiede sulla punta del glande, ma in un punto della fascia ventrale di quest’ultimo.
    • Epispadia: descrive la presenza di un’uretra non perfettamente sviluppata e il cui meato urinario non risiede sulla punta del glande, ma in un punto della fascia dorsale del pene.
  • Uomini vittime di gravi traumi in sede genitale, che hanno alterato profondamente l’anatomia del pene;
  • Uomini che, a causa di un tumore al pene, hanno dovuto sottoporsi all’asportazione di una parte dell’organo colpito della neoplasia;
  • Donne che vogliono cambiare sesso.

Se nelle prime tre circostanze (dove il paziente è uomo) la falloplastica corrisponde a un’opera di ricostruzione/ingrandimento del pene, nell’ultima (dove il paziente è donna) consiste in una procedura di costruzione ex novo de un pene.

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