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Si definisce urotelio l’epitelio di transizione che viene a contatto con l’urina e riveste l’apparato urinario dai calici renali sino all’uretra. Il tumore uroteliale rappresenta il 90% insieme a quello vescicale per frequenza in Italia.

Il tumore delle vie escretrici urinarie presenta caratteristiche simili a quello della vescica, perché originano dallo stesso tipo di epitelio: l’urotelio.

Un significativo aumento del rischio di sviluppare tumori uroteriali o pelvici è stato riscontrato nei lavoratori delle industrie chimiche, petrolchimiche e plastiche. Ricorrono come fattori di rischio anche l’abuso di caffè, di sigarette e di analgesici. Si verificano raramente dopo i 40 anni, con un’incidenza massima tra la sesta e la settima decade ed età media di 65 anni. Inoltre, nel 2-4% dei casi la lesione è caratterizzata da lesioni delle vie urinarie, mentre il 30-50% delle lesioni è seguita da una patologia uroteliale della vescica.

I sintomi del tumore uroteliale

I sintomi più frequenti del tumore uroteliale è la perdita di sangue evidente durante la minzione, che si verifica nel 75% dei casi. Un dolore al fianco, invece, si riscontra nel 30% dei pazienti.

La diagnosi di un tumore uroteliale

La diagnosi di questi tumori può avvenire attraverso differenti modalità:

  • Ecografia all’apparato urinario: mostra l’eventuale dilatazione della via escretrice;
  • Esame citologico urinario su tre campioni: mostra tipi di cellule presenti nell’urina raccolta in tre giorni differenti;
  • Cistoscopia: inserzione di una sonda attraverso l’uretra per esaminare lo stato della vescica;
  • URO- TC: è un esame che permetta la visione completa della via escretrice;
  • Uretroscopia diagnostica: inserzione di una sonda direttamente all’interno della via escretrice.

Com’è possibile curare un tumore uroteliale?

L’intervento più praticato è la nefroureterectomia, che consiste nell’asportazione del rene e dell’uretere con il suo tratto di ingresso alla vescica e dei linfonodi di pertinenza del tumore. L’intervento deve essere radicale per evitare che le cellule tumorali uroteliali si spostino, trascinate dall’urina, lungo tutto il decorso della via urinaria e formino il tumore in un altro punto.

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