Notare del sangue nelle urine può provocare comprensibilmente preoccupazione. A volte il fenomeno è accompagnato da bruciore, dolore o difficoltà a urinare; in altri casi compare all’improvviso, senza alcun altro disturbo. Dal punto di vista clinico, la presenza di sangue nelle urine viene definita ematuria. Non indica necessariamente una patologia grave, ma non dovrebbe essere ignorata, neppure quando si verifica una sola volta, la quantità sembra minima o il sintomo scompare spontaneamente.
Il sangue può infatti provenire da diversi punti dell’apparato urinario: reni, ureteri, vescica, prostata o uretra. Soltanto una valutazione medica permette di comprenderne l’origine e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
In breve: quando bisogna rivolgersi al medico?
La presenza visibile di sangue nelle urine dovrebbe essere sempre comunicata al medico e sottoposta a valutazione, anche quando:
- si verifica per la prima volta;
- non è accompagnata da dolore;
- compare in quantità ridotta;
- scompare dopo poche ore;
- si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti.
Le principali indicazioni sanitarie internazionali raccomandano di non trascurare l’ematuria visibile, perché può essere legata a cause molto diverse, dalle infezioni urinarie ai calcoli, fino a condizioni che richiedono un’individuazione precoce.
Quando il sanguinamento è abbondante, compaiono coaguli, non si riesce a urinare oppure sono presenti dolore molto intenso, febbre alta, brividi, debolezza o malessere importante, è invece opportuno richiedere una valutazione sanitaria urgente.
Che cosa significa avere sangue nelle urine?
Il colore delle urine può variare dal rosa chiaro al rosso vivo, fino al marrone scuro. L’aspetto non permette però di stabilire da solo la quantità di sangue presente o la gravità della causa.
Dal punto di vista medico si distinguono due forme principali di ematuria.
Ematuria macroscopica
Si parla di ematuria macroscopica, o macroematuria, quando il sangue è visibile a occhio nudo. Le urine possono apparire rosate, rosse o marroni e, in alcuni casi, possono essere presenti piccoli coaguli.
Anche un singolo episodio merita attenzione. Il fatto che il colore torni rapidamente normale non significa necessariamente che la causa sia scomparsa.
Ematuria microscopica
Nell’ematuria microscopica il sangue non è visibile, ma viene rilevato durante un esame delle urine.
Un risultato positivo ottenuto con una semplice striscia reattiva non è però sufficiente, da solo, per formulare una diagnosi. Le linee guida AUA/SUFU del 2025 definiscono la microematuria attraverso la presenza di almeno tre globuli rossi per campo microscopico in un campione correttamente raccolto e raccomandano di confermare al microscopio un’eventuale positività rilevata dal dipstick.
L’ematuria microscopica viene spesso scoperta casualmente durante esami di controllo. Anche in questo caso il medico valuterà se ripetere l’esame o procedere con ulteriori accertamenti, considerando età, persistenza del reperto, fumo, sintomi associati e altri fattori di rischio.
Urine rosse: si tratta sempre di sangue?
Non sempre una colorazione rossa o scura delle urine corrisponde a una vera ematuria.
Alcuni alimenti, come le barbabietole, possono modificare temporaneamente il colore delle urine. Anche determinati farmaci e integratori possono produrre tonalità rosse, arancioni o marroni.
Nelle donne bisogna inoltre verificare che il sangue provenga realmente dalle vie urinarie e non sia legato al ciclo mestruale o a un sanguinamento ginecologico. Allo stesso modo, il sangue presente nel water potrebbe avere origine intestinale.
Queste possibilità non dovrebbero però portare a conclusioni autonome. Quando il cambiamento non ha una spiegazione evidente, persiste oppure si ripete, è opportuno parlarne con il medico.
Quali sono le principali cause del sangue nelle urine?
L’ematuria non è una malattia, ma un segnale che può avere origini differenti. I sintomi associati possono aiutare a orientare gli approfondimenti, ma non permettono di arrivare con certezza a una diagnosi.
Infezioni delle vie urinarie
Un’infezione urinaria può provocare sangue nelle urine insieme a bruciore durante la minzione, necessità di urinare frequentemente, urgenza, dolore nella parte bassa dell’addome e urine torbide o maleodoranti.
Quando l’infezione coinvolge le vie urinarie superiori possono comparire febbre, brividi, dolore al fianco o alla schiena e uno stato di malessere generale.
La presenza di questi sintomi non dovrebbe portare ad assumere autonomamente antibiotici. L’esame delle urine e, quando indicata, l’urinocoltura possono aiutare a verificare la presenza dell’infezione e a individuare una terapia appropriata.
Se il sangue viene attribuito a un’infezione urinaria, le linee guida raccomandano di controllare nuovamente le urine dopo il trattamento, per verificare che l’ematuria sia effettivamente scomparsa.
Calcoli renali o ureterali
I calcoli possono irritare le pareti delle vie urinarie e provocare la comparsa di sangue.
L’ematuria può essere associata a un dolore molto intenso al fianco o alla schiena, che tende a presentarsi a ondate e può irradiarsi verso l’addome inferiore o l’inguine. Possono comparire anche nausea, vomito, difficoltà a trovare una posizione confortevole e bruciore urinario.
Non tutti i calcoli provocano però una colica evidente. In alcuni casi, il sangue nelle urine può essere uno dei pochi segnali presenti.
La valutazione dipende dalle condizioni del paziente, dall’intensità dei sintomi e dal sospetto clinico. Ecografia e tomografia computerizzata possono essere utilizzate per studiare la presenza e la posizione dei calcoli, secondo indicazioni differenti. Le linee guida europee sulla calcolosi sono state nuovamente aggiornate nel 2026.
Problemi della prostata
Nell’uomo, il sangue nelle urine può essere collegato anche a condizioni che interessano la prostata.
L’ipertrofia prostatica benigna può favorire difficoltà nella minzione, getto urinario debole, bisogno di urinare spesso e necessità di alzarsi durante la notte. In alcune circostanze può essere associata anche a sanguinamento.
La prostatite può invece provocare dolore pelvico, bruciore, difficoltà a urinare, febbre nelle forme acute e disturbi dell’eiaculazione.
La presenza di sangue non permette però di distinguere autonomamente tra un problema benigno, un’infiammazione e altre condizioni. Per questo è importante non attribuire automaticamente l’ematuria alla prostata senza una valutazione.
Malattie dei reni
Alcune patologie renali possono determinare la presenza di sangue nelle urine, talvolta insieme a proteine, gonfiore, aumento della pressione arteriosa o alterazioni della funzione renale.
Quando gli esami fanno sospettare una causa nefrologica, può essere necessario affiancare alla valutazione urologica anche una valutazione nefrologica.
Le linee guida sulla microematuria sottolineano infatti che il sospetto di una malattia renale non esclude automaticamente la necessità di valutare anche le possibili cause urologiche.
Traumi, interventi e procedure urologiche
Un trauma nella regione addominale, lombare o pelvica può provocare una lesione dell’apparato urinario. In questi casi la presenza di sangue, soprattutto se associata a dolore, difficoltà a urinare o peggioramento delle condizioni generali, richiede una valutazione tempestiva.
Una modesta ematuria può comparire anche dopo alcune procedure urologiche, dopo il posizionamento di un catetere o nel periodo successivo a un intervento. Il significato dipende però dal tipo di procedura, dalla quantità del sanguinamento e dalla sua durata.
È quindi opportuno seguire le indicazioni ricevute dallo specialista e segnalare un aumento del sangue, la presenza di coaguli, febbre, dolore importante o difficoltà a urinare.
Attività fisica intensa
Un esercizio fisico particolarmente prolungato o intenso può, in alcuni casi, essere associato a ematuria transitoria.
Anche quando il fenomeno sembra collegato allo sforzo, è importante verificare che il sangue scompaia e non sia presente un’altra causa, soprattutto se gli episodi si ripetono.
Patologie tumorali delle vie urinarie
Il sangue nelle urine può essere anche uno dei sintomi iniziali di un tumore della vescica, del rene o delle alte vie urinarie.
Questo non significa che chi nota sangue abbia necessariamente un tumore. Infezioni, calcoli e condizioni benigne sono possibilità frequenti. Tuttavia, l’ematuria visibile e non dolorosa non dovrebbe essere trascurata proprio perché può rappresentare il primo segnale di una patologia che, nelle fasi iniziali, non provoca altri disturbi.
Le linee guida europee indicano l’ematuria visibile e indolore come la manifestazione più comune del tumore della vescica; anche AIRC include il sangue nelle urine tra i sintomi che possono accompagnare questa patologia.
Sangue nelle urine senza dolore: bisogna preoccuparsi di più?
L’assenza di dolore non rende il sintomo meno importante. Quando il sangue compare insieme a una colica renale o a un forte bruciore, la causa può sembrare più facilmente riconducibile a un calcolo o a un’infezione. Al contrario, la comparsa di urine rosse senza dolore può essere sottovalutata perché non limita le normali attività.
È invece proprio l’ematuria visibile e indolore a richiedere una valutazione particolarmente attenta, soprattutto quando riguarda una persona adulta, si ripete o sono presenti fattori di rischio come il fumo.
Il sangue può comparire in modo intermittente. Un episodio isolato, seguito da giorni o settimane di urine apparentemente normali, non permette quindi di escludere una causa che necessita di approfondimento.
Bruciore e sangue nelle urine: è sempre cistite?
Bruciore, frequenza urinaria e presenza di sangue possono essere compatibili con un’infezione delle vie urinarie, ma non sono sufficienti per diagnosticarla.
Sintomi simili possono comparire anche in presenza di calcoli, infiammazioni, problemi prostatici o patologie dell’uretra e della vescica.
Negli uomini, in particolare, i disturbi urinari associati a febbre, dolore pelvico o difficoltà nella minzione richiedono una valutazione medica, perché può essere necessario escludere il coinvolgimento della prostata o delle vie urinarie superiori.
Se il sanguinamento persiste dopo il trattamento di una presunta infezione oppure ricompare, è necessario rivalutare la situazione e non limitarsi a ripetere autonomamente la terapia.
Coaguli di sangue nelle urine: quando è urgente?
La presenza di coaguli indica generalmente un sanguinamento visibile più consistente.
I coaguli possono ostacolare il flusso urinario e determinare una ritenzione, cioè l’impossibilità di svuotare la vescica. Questa condizione può manifestarsi con forte stimolo a urinare, dolore nella parte bassa dell’addome e fuoriuscita di una quantità minima o nulla di urina.
È opportuno richiedere assistenza sanitaria urgente quando:
- il sanguinamento è abbondante o continua;
- sono presenti numerosi coaguli;
- non si riesce a urinare;
- compaiono debolezza, pallore, vertigini o sensazione di svenimento;
- il sangue segue un trauma;
- sono presenti febbre alta, brividi o dolore molto intenso.
In queste situazioni non è prudente attendere una normale visita ambulatoriale.
Farmaci anticoagulanti e sangue nelle urine
I farmaci anticoagulanti e antiaggreganti possono favorire o rendere più evidente un sanguinamento. Non bisogna però concludere che siano automaticamente l’unica causa.
Le linee guida raccomandano che le persone in terapia anticoagulante o antiaggregante con microematuria vengano valutate secondo gli stessi principi applicati agli altri pazienti. Il farmaco può infatti far emergere un sanguinamento originato da un problema preesistente.
La terapia non deve essere sospesa o modificata autonomamente. La decisione deve essere presa dal medico valutando il motivo per cui il farmaco è stato prescritto, il tipo di sanguinamento e il rischio individuale.
Come si cura il sangue nelle urine?
Non esiste una terapia unica per l’ematuria, perché il trattamento è rivolto alla causa.
Un’infezione batterica documentata può richiedere una terapia antibiotica appropriata. Un calcolo può essere monitorato, trattato farmacologicamente o rimosso con una procedura urologica, a seconda delle dimensioni, della posizione e dei sintomi.
I disturbi prostatici, le patologie renali e le lesioni della vescica richiedono percorsi differenti.
Per questo non è corretto cercare un rimedio generico per “fermare il sangue”. Eliminare temporaneamente il sintomo senza individuarne l’origine potrebbe ritardare la diagnosi della condizione responsabile.
Hai notato sangue nelle urine o l’esame ha rilevato tracce di sangue?
È possibile richiedere una visita urologica presso lo studio del Dott. Raimoldi a Legnano, per valutare il sintomo e individuare gli approfondimenti più adatti al singolo caso.
Prenota una visita urologica.
In presenza di sanguinamento abbondante, coaguli con difficoltà a urinare, dolore intenso, febbre alta o peggioramento rapido delle condizioni generali, è necessario rivolgersi a un servizio sanitario urgente e non attendere una normale visita ambulatoriale.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono la visita medica, la diagnosi o una prescrizione personalizzata.
Fonti mediche
- American Urological Association e SUFU, Linee guida sulla microematuria, aggiornamento 2025.
- European Association of Urology, linee guida sulle infezioni urologiche e sulla calcolosi, edizione 2026.
- European Association of Urology, linee guida sui tumori della vescica.
- Fondazione AIRC, materiali informativi su ematuria, cistoscopia e patologie della vescica.
- NHS, indicazioni per i pazienti sulla presenza di sangue nelle urine
Commenti recenti